Interventi
Scaldacqua a pompa di calore: documenti e verifica ENEA
Due apparecchi possono produrre la stessa acqua calda utilizzando tecnologie diverse. Il primo passo per la pratica è identificare correttamente lo scaldacqua installato e quello precedente.
A cura di ENEA Semplice · Pubblicata il
Non basta la parola “boiler”
Uno scaldacqua elettrico a resistenza non è una pompa di calore. Anche la presenza di una resistenza di integrazione non descrive da sola il funzionamento dell’intero apparecchio: consulta la scheda del modello.
Invia una fotografia leggibile della targhetta e la scheda ufficiale. Evita le sole schermate di un negozio online, che possono mescolare varianti con capacità o caratteristiche differenti.
Documenta cosa è stato sostituito
Il vademecum Ecobonus considera la sostituzione di scaldacqua tradizionali con apparecchi a pompa di calore dedicati all’acqua calda sanitaria. Se si tratta di prima installazione o di un sistema che serve anche il riscaldamento, segnala la differenza prima di scegliere il percorso.
Per gli scaldacqua il vademecum indica un COP superiore a 2,6 secondo UNI EN 16147 e, per interventi iniziati dal 4 febbraio 2026, almeno la classe A di efficienza del prodotto. L’idoneità complessiva richiede comunque la verifica del caso e delle altre condizioni applicabili.
La raccolta dei documenti
Il tecnico deve poter associare il modello descritto alla fornitura effettiva. Se la fattura riporta soltanto “scaldabagno”, chiedi all’installatore un riepilogo identificativo e allegalo.
Non serve smontare o aprire l’apparecchio per cercare informazioni. Usa la documentazione consegnata e le etichette accessibili; per ciò che manca, rivolgiti al fornitore.
- Marca, modello e capacità del nuovo apparecchio.
- Scheda tecnica, etichetta energetica e dati prestazionali.
- Tipo del vecchio scaldacqua e foto disponibili.
- Date di inizio e fine dell’intervento.
- Fattura e ricevuta del pagamento.
- Documentazione di installazione e dichiarazioni pertinenti.
Tre domande prima dell’ordine
Chiedi se il servizio scelto è corretto per una sostituzione o per il tuo specifico intervento. Chiedi quali documenti mancano. Chiedi se eventuali attestazioni tecniche aggiuntive siano comprese o richiedano un incarico separato.
Quando ricevi il fascicolo conclusivo, confronta il modello con la targhetta conservata e archivia la scheda trasmessa con la ricevuta. Un controllo subito è più semplice di ricostruire tutto al momento della dichiarazione fiscale.
Fonti e riferimenti
Riferimenti consultati l’8 ottobre 2026. Le istruzioni da applicare dipendono dalle date e dalle caratteristiche del tuo intervento. Questa guida orientativa non sostituisce la verifica tecnica e fiscale del caso.